martedì 12 dicembre 2017

LA FATTORIA DEGLI ANATROCCOLI INFELICI


LA FATTORIA DEGLI ANATROCCOLI INFELICI

Ci fu un tempo in cui... in una fattoria, tutti gli animali vivevano felici. 

I piccoli anatroccoli giocavano in preda all'entusiasmo, felici, in una magnifica giornata di festa. 

Purtroppo, presi dalla dalla frenesia, un piccolo sbaglio accadde.

Ma ai grandi, bravi e instancabili lavoratori, precisi come l’ora legale, dava fastidio il piccolo sbaglio in quella bellissima giornata di festa. 

Questo aveva rotto l’armonia e la gioia che fino a quel momento aveva riscaldato i cuori dei piccoli abitanti della fattoria. 

I grandi, abituati com’erano a non sbagliare, si concentrarono talmente tanto sul piccolo sbaglio, che la grande felicità venne annullata in un istante. 


“Non si può essere felici se si commette un piccolo sbaglio”! Dissero con aria seria e prepotente. 

Il silenzio e la preoccupazione presero il posto della tranquillità e spensieratezza. 

Allora i piccoli anatroccoli smisero di essere spensierati e si concentrarono sul NON fare più piccoli sbagli. 

Avevano imparato cosa voleva dire sbagliare. 

Avevano imparato a sbagliare. 

Adesso la loro attenzione era rivolta agli sbagli. 

E più si concentravano sugli sbagli, più sbagliavano. 

Come fare? Pensarono. 

“Dobbiamo evitare di sbagliare” disse qualcuno. 

“Quando sbagliamo facciamo finta di niente” disse un’altro. 

Dall’altra parte i grandi erano all’erta per smascherare chi sbagliava. 

Eccone uno! eccone un’altro! 

Sembravano addirittura contenti quando ne smascheravano uno. 
Qualche piccolo anatroccolo aveva iniziato a nascondere qualche marachella per la paura di essere rimproverato. 

Purtroppo però a causa di quel clima di austerità la vita degli anatroccoli nella fattoria diventò triste e sconsolata. 

Da quando iniziarono a concentrarsi sugli sbagli, non videro altro che sbagli. 

Nella fattoria non c’era più armonia, non c’era più serenità e soprattutto non c’era più divertimento.

Da quel fatidico giorno la loro attenzione era rivolta nel fare bene le cose. 

Arrivarono alla fine che tutti i ricordi più belli passarono in secondo piano, perché per i grandi era molto più importante non sbagliare che vivere. 

Alla fine, la serietà prese il posto della frivolezza e della semplicità. 

E la ragione prese il posto dell’amore.

Fine della storia

(di Piergiorgio Carlini)