domenica 22 aprile 2018

Imprinting: una grande scoperta del Novecento

Imprinting P.Carlini Blog

A volte gli uomini che hanno fatto la storia della scienza non erano soli: sono stati aiutati da qualcuno di molto speciale.

E’ questo il caso dell’ochetta Martina.

Avete letto bene: un’oca...Quando Martina venne alla luce, rompendo il proprio uovo, non trovò ad attenderla “mamma oca”, come sarebbe naturale credere, ma bensì Konrad Lorenz, uno dei più importanti scienziati del Novecento.

Era un etologo Lorenz, ovvero uno studioso dei comportamenti animali.



Il momento in cui Martina viene al mondo è descritto dallo scienziato tedesco così bene che abbiamo deciso di riproporvi un brano, tratto dall'importantissimo libro “L’anello di Re Salomone”, edito in Italia da Adelphi:

“La mia prima ochetta selvatica era dunque venuta al mondo, e io attendevo che, sotto il termoforo che sostituiva il tiepido ventre materno, divenisse abbastanza robusta per poter ergere il capo e muovere alcuni passetti. La testina inclinata, essa mi guardava con i suoi grossi occhi scuri; o meglio, con un solo occhio, perché, come la maggior parte degli uccelli, anche l’oca selvatica si serve di un solo occhio quando vuole ottenere una visione molto netta. 

A lungo, molto a lungo, mi fissò l’ochetta, e quando io feci un movimento e pronunciai una parolina, quel minuscolo essere improvvisamente allentò la tensione e mi salutò: col collo ben teso e la nuca appiattita, pronunciò rapidamente il verso con cui le oche selvatiche esprimono i loro stati d’animo, e che nei piccoli suona come un tenero, fervido pigolio. 

Il suo saluto era identico, preciso identico a quello di un’oca selvatica adulta, identico al saluto che essa avrebbe pronunciato migliaia e migliaia di volte nel corso della vita; ed era come se anche lei mi avesse già salutato migliaia e miglia di volte nello stesso identico modo. 

Neppure il migliore conoscitore di questo cerimoniale avrebbe potuto comprendere che quello era il primo saluto della sua vita. E io non sapevo ancora quali gravosi doveri mi ero assunto per il fatto di aver subito l’ispezione del suo occhietto scuro e di avere provocato con una parola imprevidente la prima cerimonia del saluto.” 


Ancora non sapeva, Lorenz, quale sarebbe stato l’effetto del trovarsi lì ad ammirare la nascita di Martina.

Ma fu quello il momento che rese definitivamente celebre l’etologo tedesco.
Infatti, fu in quell’occasione, che scoprì l’Imprinting.

Che cosa è l’Imprinting?

E’ una forma di apprendimento, estremamente potente, che si mette in moto in una determinata finestra temporale...è un compromesso tra un apprendimento innato e un apprendimento acquisito.

Proviamo a fare chiarezza: gli esseri viventi hanno degli istinti naturali, delle informazioni base che hanno sviluppato già prima di nascere, e delle informazioni che invece vengono apprese dopo essere nati, durante la vita.
Ad esempio, un neonato umano, non ha bisogno di nessun corso per capire come nutrirsi, invece avrà bisogno di tempo per capire come usare una bicicletta.




Ecco, l’Imprinting è un compromesso tra queste due forme di apprendimento: nei primi istanti di vita, i nascituri, apprendono nozioni fondamentali per loro e queste informazioni saranno alla base della loro esistenza.

Così negli uomini, così negli altri animali.

Lorenz non lo sapeva ma lui, durante quell'occhiata che gli diede Martina, divenne la madre di Martina: l'ochetta lo identificò come la madre e prese a seguirlo ossessivamente.

Inutili furono i tentativi dello scienziato di affidare Martina ad un’oca bianca.
L’ochetta seguiva Lorenz piangendo come una disperata perché per lei era lui la madre.

Il buon Konrad fu costretto a costruire un cesto per poterla portare sempre sulla spalla: così andò avanti finché Martina non divenne un uccello adulto e poté finalmente prendere il volo.

Lorenz studiò, poi, anche i comportamenti di altre oche ed imparò molto a proposito del loro linguaggio e delle loro abitudini.

Ma la scoperta dell’Imprinting, parola da lui stesso coniata, rappresenta sicuramente il risultato maggiore che lo scienziato conseguì.

Per le oche esiste una finestra temporale di 48 ore dalla nascita, in cui è attiva questa forma di apprendimento...nell’uomo è presente una forma di Imprinting (forse meno potente di quella delle oche), come dicevamo poco sopra, e ha una finestra temporale più ampia: fino a 8-9 mesi dalla nascita.

Le impressioni che il neonato ricaverà in quel periodo sembrano essere fortemente formanti e condizionanti.

L’Imprinting negli umani è dunque più complesso, meno netto ed anche modificabile, ma è indubitabile che tutto ciò che ci identifica, il modo in cui impostiamo le nostre relazioni, le nostre abitudini, provengano dai rapporti primari che abbiamo avuto con i nostri genitori.

Questo tema apre uno scenario molto più ampio che riguarda i riflessi condizionati, ovvero tutte quelle risposte che i soggetti danno a determinati stimoli, istintivamente.

Esempio chiarissimo: se suoniamo un campanello ogni volta prima di dare da mangiare al nostro cane, con l’andare del tempo, assocerà il campanello al cibo.
Misurando la sua salivazione ci accorgeremmo che al suono del campanello, essa è aumentata.

Ma dei riflessi condizionati parleremo in un altro articolo.

Un aspetto estremamente importante dello studio sull'Imprinting di Konrad Lorenz, oltre a quelli specifici nel campo dell’etologia, è a nostro avviso riscontrabile anche nella comprensione dei meccanismi fondamentali che troviamo anche nell'uomo.

Gli esperimenti di Lorenz hanno rappresentato un grosso contributo anche per la psicologia, per la filosofia e per la conoscenza di sé stessi in generale.

Quante cose facciamo basandoci sulle esperienze passate? Moltissime.

Quanto siamo condizionati dalla nostra infanzia? Immensamente.

Come possiamo liberarci da questo tipo di condizionamenti quando essi si dimostrano nocivi?
La PNL si occupa anche di questo, ma non è l’unico strumento a nostra disposizione.

Conoscere sé stessi, guardare dentro sé, meditare, capire il proprio passato, sospendere il giudizio… sono tutte azioni che vanno in quella direzione.

L’ochetta Martina è riuscita a diventare grande, a volare via con le altre anatre ma spesso molte persone, a causa di condizionamenti, non riescono più a spiccare il volo.

E’ necessario a questo punto tornare indietro, capire i propri condizionamenti, le proprie letture del mondo, e cambiarle.

E’ possibile e magicamente tutto il mondo cambierà.

Se un uomo è stato esposto, nei primi anni di vita, a certi comportamenti, a certe relazioni, tenderà a riproporle in età adulta, leggerà il mondo con gli strumenti che gli sono stati forniti da piccolo.

Facciamo un esempio concreto di quanto le informazioni ricevute nel passato possano essere condizionanti: vi è mai capitato di voler andare al cinema a vedere un determinato film e chiedere pareri a degli amici che lo hanno già visto? Scommetto di sì.

Secondo alcuni di essi il film merita assolutamente di essere visto, anzi è imperdibile. Secondo altri, il film è una scempiaggine, soldi buttati.

Chi riuscirà a condizionarvi?

Il film è lo stesso ma la fonte di condizionamento è diversa.

La PNL, ad esempio, è molto concentrata su questi aspetti: cambiare la propria lettura del mondo, in modo da lasciarci vivere meglio.