lunedì 23 aprile 2018

Perché mangiamo cibi dolci quando siamo stressati?

Stress P.Carlini BLOG

Quando lo stress ci coglie impreparati il primo rifugio che troviamo è quello del cibo.

Non è una grossa rivelazione questa: in situazioni di stress i cibi dolci costituiscono senza dubbio la preferenza più popolare.

In quei difficili momenti non si disdegna nemmeno il cibo salato, ma con i dolci c’è, statisticamente, un rapporto preferenziale.

E’ soltanto una preferenza un po’ fanciullesca o ci sono ragioni chimico-fisiologiche sotto?




Gli studiosi del Monell Chemical Senses Center di Philadelfia, già qualche tempo fa, hanno pubblicato una ricerca svolta per capire le relazioni tra consumo di cibi dolci, stress e secrezione ormonale: gli esperimenti, condotti su topi come al solito, hanno dimostrato che le condizioni di stress aumentano la secrezione di certi ormoni i quali sarebbero legati ai recettori gustativi dei cibi dolci. 

In pratica: lo stress aumenta la produzione di questi ormoni che sembrano richiamare la necessità del sapore dolce.
Poi comincia quello che è un vero e proprio circolo vizioso: i centri del piacere che risiedono nel nostro cervello vanno in iperattività e ogni volta cresce sempre più la quantità di cibo dolce necessaria al nostro cervello per rilasciare la sensazione di piacere.

Ovvero: più si mangiano dolciumi e, giorno dopo giorno, più grandi saranno le quantità di dolciumi necessarie per sentirci soddisfatti.

Non servivano certo gli scienziati di Philadelfia per scoprire questo processo!

Ma la ricerca, grazie all'impegno anche dei piccoli roditori, ha potuto approfondire come questo processo si strutturi a livello fisiologico.

A livello psicologico la cosa era ben chiara fin dai tempi lontanissimi, ma non era chiaro come avvenisse il procedimento a livello chimico-fisiologico.

Il nostro corpo è legato alla nostra mente e alla nostra emotività: quando siamo tristi e malinconici è pratica diffusa quella di mangiare un po’ di più del dovuto.
Consumare cibo, per noi umani, non è soltanto uno strumento per procurarsi il fabbisogno energetico, è anche convivialità, gioia, piacere.

La nostra alimentazione è in gran parte legata alle nostre sensazioni, e lo studio del Center di Philadelfia spiega il metodo con cui la nostra mente e il nostro corpo entrano in azione.

Quando si è giù di morale, sovraccarichi di stress, e ci buttiamo, ad esempio, su una vaschetta di gelato alla crema, magari in piena notte, perché lo facciamo e cosa avviene nel nostro organismo?

In condizioni di stress, dei recettori che abbiamo sulla lingua vengono stimolati e, anche persone non particolarmente attratte dai dolci a condizioni normali, si abbuffano di gelato, di cioccolata e di dolciumi vari.

Come si può fermare questa frenesia per i dolci?

A livello chimico la soluzione più immediata, secondo alcuni ricercatori, è forse peggiore del problema stesso: il fumo!
 



Pare infatti che il fumo entri in conflitto con i dolci sulle papille gustative e aumenti il desiderio di sapori amari e ovviamente per il classico caffè.

La vera soluzione, quella buona, è da portare avanti prima di svegliarsi in piena notte con strane voglie alimentari ed è molto semplice: risolvere le cause dello stress, analizzarsi a fondo e capire perché siamo nervosi e stressati.

Capire ciò che si vuole, ciò che si può cambiare e quello che non è possibile cambiare.

Accettare ciò che si può accettare e liberarsi di quello che è in più...imparare a gestire le proprie emozioni.

Riprendere il controllo della propria vita, insomma.

Non è possibile che le nostre vite siano governate solo dai nostri istinti, dallo stress e dall'eterno botta e risposta tra azione e reazione!

Un esempio molto elementare è piuttosto diffuso: una donna non si piace esteticamente e questo la rende nervosa e un po’ stressata, si sveglia durante la notte ed inizia a mangiare dolci...questo giorno dopo giorno la porta ad ingrassare, ed essere grassa aumenta il suo livello di stress e si continua quindi a svegliare durante la notte e mangia più dolci, ed ingrassa di più…

Se questa donna, ipotetica, analizzasse il perché non si piace, le sarebbe facile tornare a vivere in piena serenità.

Quali sono i suoi riferimenti estetici?

Quanta importanza vuole dare al suo aspetto esteriore?

Cosa non le piace del suo corpo?

Cosa può migliorare e cosa no?

Cosa è disposta a sacrificare per migliorare?


Queste sono domande che, una volta avuta una risposta sincera, porterebbero la donna a lasciare il gelato nel congelatore, i dolciumi nello scaffale e a dormire sonni tranquilli.

Purtroppo le nostre vite sono estremamente condizionate da ritmi ossessivi, da dialoghi sempre superficiali con gli altri, da relazioni confuse e stiamo perdendo l’abitudine di riflettere, di pensare.

Non siamo più in grado di guardare dentro noi stessi, di capire il perché delle nostre azioni, delle nostre paure, dei nostri sentimenti...del nostro stress.

Oramai si scambia l’amore con il sesso, l’amicizia con la conoscenza, la volgarità con la simpatia, la stupidità con la leggerezza, la crudeltà con l’autorità.

Torniamo a respirare...torniamo a vivere con il giusto ritmo!

Non sempre ciò che è più veloce è migliore ma anzi, di solito, ciò che è più veloce ha meno sapore, è meno intenso.

Se vogliamo davvero vivere bene dobbiamo imparare che oltre ad una dimensione in cui ci sono contrasti come veloce e lento, bello e brutto, alto e basso, giovane e vecchio… ci sono anche dimensioni dove esistono profondo e superficiale, intimo e estraneo, anima e corpo.

Non bisogna dimenticarsi di quello che abbiamo di più sacro e intimo: dobbiamo tornare a rallentare la nostra vita e a dipingerla con nuovi colori!

Tornare ad essere umani.

C’è una bella frase di Milan Kundera nel suo libro “La lentezza” che vogliamo riportarvi:

“C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge.


Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo”. 



Cominciamo a rallentare le cose per renderle più profonde, più intime, più nostre...e così lo stress sparirà e non ci capiterà più di svegliarci in piena notte per prendere d'assalto il frigorifero!