giovedì 17 maggio 2018

Introduzione ai Chakra

Introduzione ai Chakra P.Carlini BLOG 2018

Quante volte avete sentito nominare i Chakra?

Sapete che cosa sono? Come funzionano?

Quanti sono? Da dove vengono? A cosa servono?


Se una delle risposte è “no”, vi consigliamo di leggere questo articolo fino all'ultima parola.

Vi abbiamo citato i Chakra in un articolo precedente e, come promesso, adesso scriviamo per chiarirvi il concetto: Chakra vuol dire “ruota”, “cerchio”, “disco”, anche “vortice” ed il concetto di Chakra proviene dalla cultura indiana, basata sui Veda, antichissimi testi sacri, ma vi si fa riferimento anche nelle Upanisad, altri scritti filosofici – mistici - religiosi.


I Chakra completano la profondissima cultura indiana, assieme ad altri importanti concetti di cui abbiamo già parlato o di cui parleremo a breve: i Mandala, lo Yoga, la Meditazione, il Tantra, il Buddhismo, l’Induismo…

Ci sono davvero tante questioni che si legano a doppio filo ai Chakra ma per questo nostro primo articolo in merito vogliamo rimanere più semplici possibili: i Chakra, secondo la tradizione, sono dei centri energetici, distribuiti nel nostro corpo, che avrebbero il delicatissimo compito di filtrare e lasciare scorrere l’energia vitale (Prana).

Dopo averla lasciata fluire nel corpo, i Chakra dovrebbero lasciare che quell'energia vitale torni all’Universo. Questa crediamo sia una buona sintesi. Ci sarebbe molto da scrivere e da specificare, ma per adesso crediamo che basti questo come base teorica.

Quanti sono i Chakra?
 Sette!


Non sono dunque molti ma ognuno di essi è semplicemente fondamentale ed un ipotetico malfunzionamento di uno di essi andrebbe a scombinare tutti i delicati equilibri interiori.

Cominciamo ad analizzarli uno ad uno, e piano piano capiremo meglio che cosa sono i Chakra e come funzionano. 



Il Chakra numero UNO (Muladhara), si trova alla base della spina dorsale, nei pressi del plesso coccigeo ed è associato alla sopravvivenza e agli istinti primari.
L’elemento di questo Chakra è la terra ed il senso collegato è quello dell’odore. E’ il Chakra delle radici, sia di quelle reali perché è legato alle gambe, ai muscoli, alle ossa e all'intestino crasso, sia delle radici emotive e mentali, perché con questo Chakra non ben funzionante ci si può ritrovare a vivere nelle nuvole, come si usa dire.
Se questo Chakra è troppo chiuso ci si sente impauriti, non radicati, non centrati con pochissima fiducia in sé stessi. Se invece è troppo aperto si rischia di diventare troppo attaccati ai beni materiali, completamente privi di timori e anche gelosi.

Il Chakra numero DUE è quello dell’acqua (Svadhisthana): si trova all’altezza del plesso sacrale ed è considerato il centro del movimento, del cambiamento e del fluire. E’ associato al sapore ed è responsabile della circolazione sanguigna, della sessualità, delle vie urinarie… e di tutti quei processi in cui sono coinvolti liquidi.
Questo Chakra è quello che si occupa del piacere, delle emozioni, delle sensazioni e della sensualità: se è troppo aperto si può essere troppo concentrati sui nostri piaceri, se invece è troppo chiuso può diventare un problema instaurare sani rapporti con l’altro sesso e magari potrebbe anche insorgere impotenza o frigidità.




Il Chakra numero TRE è quello del fuoco (Manipura). Lo troviamo nel plesso solare e lo si associa alla volontà ed al potere. E’ collegato al senso della vista. Questo è il Chakra responsabile del metabolismo sia a livello cellulare che a livello digerente.
Manipura è il responsabile della trasformazione dell’energia poiché il fuoco è il simbolo stesso dell’energia, del calore e del potere. Se questo Chakra è troppo aperto si rischia di sconfinare nell’arroganza e nel delirio da potere, dimenticandosi degli altri e delle loro esigenze...se invece è troppo chiuso si possono avere problemi di indecisione, mancanza di fiducia in sé stessi… e a livello fisico problemi all'apparato digerente.

Il Chakra numero QUATTRO è quello del cuore (Anahata). Si trova nel centro del petto e funge da congiunzione tra i Chakra più bassi, quelli che abbiamo già visto, ed i Chakra più alti.
I Chakra più bassi sono legati al mondo materiale, agli istinti e alle funzioni primarie, i Chakra più alti sono legati al mondo mentale e spirituale.
Anahata si pone nel mezzo di queste due sfere: questo Chakra è il responsabile dell’amore, inteso come sentimento, la sessualità come abbiamo visto è legata al secondo Chakra...Anahata si occupa dell’amore puro, incondizionato che non va inteso soltanto come amore romantico: se squilibrato si possono presentare fisicamente dei problemi a livello polmonare o cardiaco mentre a livello interiore, se è troppo chiuso, si possono riscontrare problemi nell'esprimere amore, nell'essere compassionevoli e nei legami affettivi.
Di conseguenza se è troppo aperto, si possono trovare sofferenze fin troppo devastanti per persone lontane da noi o che addirittura non conosciamo, e per cose che non ci appartengono.

Il Chakra numero CINQUE è Visuddha, il Chakra purificatore. E’ il Chakra dell’etere e lo troviamo nella gola. E’ legato all’udito e tra le sue responsabilità troviamo la comunicazione, il modo di esprimersi e la creatività. E’ responsabile di ghiandole molto importanti come la tiroide e la paratiroide, quindi viene coinvolto in problematiche come la gestione del peso corporeo, l’umore, l’appetito e tutta un’altra serie di sintomi.
Se Visuddha è troppo chiuso tendiamo ad avere problemi nell’esprimerci, magari evidenziando una forte timidezza o con modi assolutamente privi di creatività e quindi incapaci di suscitare interesse. Se questo Chakra è invece troppo aperto si rischia di parlare e di esprimersi troppo ed a sproposito.

Il Chakra numero SEI (Ajna), è il Chakra della luce ed è situato dietro la fronte, al centro della testa ed infatti è chiamato anche “Il Chakra del terzo occhio”. E’ legato alla ghiandola pineale che a sua volta gestisce le fasi di sonno e di veglia ma ha anche importanti funzioni per quanto riguarda la gestione dello stress e del sistema immunitario.
E’ questo il Chakra della percezione, quindi gestisce tutte le immagini interiori che ci creiamo e con le quali percepiamo il mondo esterno. Se questo Chakra è mal funzionante si fa fatica ad affidarsi alle proprie intuizioni, ci si priva dell’immaginazione e ci si affida totalmente alle percezioni logiche e fisiche.

Il Chakra numero SETTE è Sahasrara, il Chakra della corona. Lo troviamo in cima alla testa, proprio sulla sommità. E’ il Chakra dell’Illuminazione ed è legato alla parte più nobile e divina di noi stessi. Da lui l’energia cosmica entra in noi e, sempre da questo centro, l’energia fuoriesce e torna all’Universo.
E’ il nostro collegamento con il Tutto, il centro della nostra spiritualità.
Se è troppo chiuso possiamo sentirci vuoti, soli, privi di qualunque interesse spirituale, cinici e scettici...se invece questo Chakra è ben aperto ci sentiremo pieni di consapevolezza, di ispirazione e di buona salute.

I Chakra sono dunque dei veri e propri centri di smistamento dell’energia, dislocati su un asse portante che attraversa il nostro corpo: dalla spina dorsale fino alla sommità della nostra testa.

I primi tre, come detto, si occupano delle funzioni più basilari e sono legati agli istinti e alla materia, man mano che si sale si ascende a livelli più spirituali fino ad arrivare al vero e proprio collegamento con l’Universo.

Se tutti i Chakra sono aperti e perfettamente funzionanti, l’energia cosmica potrà fluire dentro di noi senza incontrare ostacoli e godremo di buona salute, equilibrio mentale e fisico, e potremo sviluppare al massimo le nostre potenzialità.

Per la grande importanza che i Chakra ricoprono nello sviluppo personale, in futuro, torneremo a parlarne.

Non mancate all'appuntamento!