martedì 8 maggio 2018

Le parole misteriose degli annunci di lavoro...


Annunci lavoro P.Carlini BLOG 2018



Gli anni passano ed il mondo cambia. Senza tregua.

Abbiamo già descritto in altri articoli come sia cambiato il mondo del lavoro ed in effetti è difficile riconoscersi in questo sistema di cose attuale per chi è nato prima degli anni ottanta.

Molti lavoratori che hanno raggiunto gli “anta” (almeno 40 anni), se perdono l’occupazione, hanno difficoltà ad orientarsi nel nuovo scenario del lavoro.

Non è affatto facile ed è difficile anche soltanto capire le parole...è  diventata sempre più diffusa la lingua inglese a tal punto che le richieste nelle inserzioni di lavoro sono piene di parole poco chiare ai più.

Oggi vorremmo spiegarvi alcuni termini estremamente comuni negli annunci di lavoro, ma che a volte possono risultare poco chiari.






Questa tendenza alla anglofonia sembra un po’ forzata molto spesso, perché non vi è ragione di utilizzare certi termini in tutti i contesti: a volte è solo un atteggiamento forzato da parte degli inserzionisti che hanno sviluppato una mentalità che lega la lingua inglese alla modernità. 

Se lo dici in inglese sei moderno, se lo dici in italiano sei un meschino...ma non è così. 

Ma per chi è dall'altra parte dell’annuncio è comunque d’obbligo migliorare le proprie conoscenze della lingua ufficiale dell’Europa Unita. 

Causa: forza maggiore. 

Quante volte vi è capitato di trovare in un annuncio, tra le caratteristiche richieste, il “problem solving”? 

Che diamine è il “problem solving”? La traduzione letterale è anche piuttosto semplice ma dietro a queste parole c’è una richiesta precisa: il significato tradotto sarebbe “capacità di risolvere i problemi”. 

Ora, è evidente che è una capacità molto generica: se ho risolto il problema di mio figlio che aveva litigato con il suo compagno, ho ottime capacità di “problem solving”?

Se ho tolto giusto in tempo la torta dal forno che mia moglie aveva dimenticato, posso considerarmi un gran maestro del “problem solving”?


In realtà queste due parole stanno perdendo il loro significato originale, di cui vi diremo più avanti.

Allo stato attuale delle cose vengono usate a sproposito più che a proposito: sono parole che fanno tendenza, come social, glamour, startup, conference call, brand, outfit, competitor, mission… tutte parole che hanno un corrispettivo italiano e che vengono usate più per “darsi un tono” che non per farsi comprendere dagli altri.

In origine, con “problem solving” negli annunci di lavoro, si intendeva la ricerca di personale in grado di lavorare in autonomia, capace cioè di “risolversi i problemi” e di gestirsi un buon numero di cose.

Ad oggi però, come detto, sono diventate parole piuttosto vuote...chi ha esperienze lavorative, qualunque sia il settore, sa benissimo che in ogni attività è necessario avere la capacità di affrontare dei problemi ed è ovvio.

A volte, quando il tempo stringe e magari si è vicino ad una scadenza di lavoro, avere la capacità di risolvere un problema nel minor tempo possibile è una vera fortuna!

Alcune volte non conta tanto quale soluzione si sia scelta, l’importante è risolvere rapidamente ed è qualcosa che a che fare con la decisione, la personalità e la capacità di pensare fuori dagli schemi, del lavoratore.

Ecco che cosa è il “problem solving”!

Troviamo, tra le molte, un’altra caratteristica che è spesso richiesta, anzi una “skill” come la chiamerebbero gli inserzionisti più alla moda!



“Skill” è traducibile con “abilità”, ma farebbe molto meno scena...l’abilità a cui ci riferiamo, che è molto richiesta ma non molto chiara, è quella del “Customer care”.

Riprendo da un annuncio: “La figura che andiamo cercando deve, al fine di raggiungere gli obiettivi di business, saper gestire il customer care all’interno della piattaforma Messenger…”. 


Sembra difficile no?

In realtà il “Customer” è il cliente, e “Care” significa cura, nel senso di prendersi cura del cliente, ovvero: assistenza alla clientela.

In molte tipologie di commercio non è sufficiente vendere il prodotto ma anche portare avanti un servizio di assistenza che continui ad aumentare la soddisfazione del cliente dal momento che un cliente che si sente sempre seguito, con cortesia, tenderà ad affezionarsi ad un marchio.

Che cosa sono il “front office” e il “back office”?

Se un’azienda vi parla di mansioni di lavoro di “front office”, intende mansioni a contatto con il pubblico. “Front office”, vuol dire qualcosa come l’ufficio davanti, esposto, a contatto con il pubblico, con i clienti.

Invece il “back office” è l’ufficio dietro, quello nascosto, non a contatto con il pubblico e le mansioni di “back office” sono dunque quelle di gestione operativa, come la produzione o il sistema di gestione.

Semplice no?

Ad oggi non è raro trovare annunci di lavoro di aziende italiane, per uffici o laboratori in Italia, pubblicati completamente in inglese.

Perché?
Perché oramai sapere leggere, scrivere e parlare l’inglese è diventata una capacità quasi da dare per scontata. ed in certi ambiti è davvero impossibile prescindere dall'inglese.

E’ un po’ buffo quando si trova un’azienda di provincia che cerca di “darsi delle arie” obbligando tutti ad utilizzare termini anglofoni, ma questo non deve scoraggiarci dall'apprendere rapidamente questa lingua piuttosto facile.

Chi è negli “anta”, e ancora non conosce la lingua inglese, dovrebbe affrettarsi ad iscriversi ad un corso perché altrimenti, in breve, si troverà fuori dal mercato del lavoro.

Sì, il mercato del lavoro ormai parla quasi esclusivamente inglese: il mondo si è globalizzato e la lingua che regna sovrana bisogna impararla altrimenti si rimane attaccati ad un mondo che è in via di estinzione e poi non potremmo lamentarci se ci troveremo fuori mercato.

Un anonimo ha scritto: “Se parli tre lingue sei trilingue. Se parli due lingue sei bilingue. Se parli una sola lingua, rischi di restare per sempre fuori dal mondo del lavoro”. 


Soprattutto se parli la lingua sbagliata perché oramai, l’italiano, è diventato una lingua secondaria nel mondo, se non peggio.

Come dicevamo poco sopra anche in Italia è oramai obbligatorio imparare l’inglese per lavorare altrimenti in un colloquio di lavoro, che loro chiameranno “interview”, quando vi spiegheranno che l’azienda ha bisogno di avere continui “feedback” dalla vostra posizione, farete la figura del somaro!.

Vogliono semplicemente che voi, dalla vostra posizione, diate sempre una risposta, un riscontro alle loro richieste, dei commenti....vogliono avere un dialogo continuo con voi insomma.

Se vi parlano di un approccio “smart”, vi stanno dicendo poco e nulla ma fa parte ormai del vocabolario quotidiano delle aziende: “smart” vuol dire intelligente, sveglio e quindi molto probabilmente vi stanno chiedendo di tenere un approccio alle cose molto rapido, vivace, magari anche creativo.

Sperando di avervi fornito qualche chiarimento su alcune delle parole poco chiare che spesso si trovano negli annunci di lavoro
, vi invitiamo a non perdere i nostri prossimi articoli su questa tematica.